Un ripasso e qualche scoperta tra le keller della Franconia: Kreuzberg, Rittmayer, Liberth, Roppelt,Griess, Nikl e St. Georgen

Difficile resistere al richiamo delle keller. Sono luoghi in aperta campagna, spesso poco affollati, contraddistinti da viste suggestive, birre di grande carattere, con un originale servizio. Mettiamoci anche la disponibilità di piccole o grandi aree giochi per bambini ed ecco il motivo per cui per me hanno rappresentato nuovamente la comfort zone di questo viaggio estivo. Non sono caratteristiche rintracciabili in tutte, ma come sempre selezionando e cercando nelle settimane prima del viaggio sono riuscito a fare una buona selezione con queste qualità. Il primo criterio era la presenza di giostrine, poi la collocazione geografica vicina da Norimberga e infine bellezza del luogo e qualità della birra. Non si equivochi, non mi è affatto indifferente bere una buona o una cattiva kellerbier, ma diversi fattori come la discontinuità nella qualità, gli effetti delle alte temperature estive e infine gli hype pro/contro alcuni nomi mi hanno dato l'occasione per tentare qualche bevuta meno scontata nonchè di ritornare su alcune tappe immancabili per fare un ripasso.
Qui alcuni dei miei report degli scorsi tour tra Bamberga e i dintorni (basta consultare i vari post da questo tag "Franconia": link)

La prima tappa è stata Brauhaus am Kreuzberg. Più di una semplice keller, perchè qui c'è proprio l'impianto di produzione. La scorsa volta fu un dettaglio che non notai, stavolta invece era impossibile ignorare l'aroma di malto della cotta che, automaticamente e senza personale, si stava svolgendo in un'area del lunghissimo bancone all'aperto sotto il tetto della keller. Inoltre, scendendo le scale per i wc, un atrio porta all'ingresso della sala fermentazione, molto attuale e moderna.


Tra le birre che sono che ho velocemente bevuto la scorsa volta voglio riberne una ed è la Leichtes Roggen, una roggenbier chiara da 2,5% alc. Stupenda nella sua leggerezza ma con tutti gli aromi e i sapori agrumati e terrosi della segale.
Ho poi provato altre due birre nuove. Una è stata la Emma Pils, una leichtbier di soli 1,7%, che mi sembrava perfetta per cominciare. Peccato che alla prima impressione buona non è seguito un buon assaggio: c'era da aspettarsi una sorta di birra analcolica prodotta con lieviti che lasciano molti zuccheri residui e difatti il sapore era molto mostoso, faceva una gran fatica a mantenere la schiuma e nonostante la facilità di non dover sopportare l'alcol non l'ho bevuta facilmente. Preferisco versioni anche di 1% superiori ma che siano ben attenuate e pazienza se il corpo sarà un po' sottile, ma almeno ricorderebbe molto più una birra che il suo mosto.



Interessante invece la loro Rotbier. Kreuzberg produce molte birre fuori dalla tradizione del posto, comprese alcune luppolate e barrel aged: è una filosofia che non mi fa impazzire, perchè pensa ad accontentare un pubblico di non-locals a dispetto della tradizione più autentica. Anche alla keller di Geyer ne trovai una per cui non è un caso isolato. Perciò in questo caso un filo rosso con la vicina tipologia di Norimberga mi ha un po' convinto a provarla. Non era affatto male, con il suo profilo un po' fruttato in aroma e una generale pulizia, un tocco di caramello leggero e un tostato moderato. Tutto sommato non male, valeva l'assaggio.

Nella zona di Hallendorf dove c'è questa collinetta boscosa con la Kreuzbergkirche, una chiesa molto suggestiva, la keller Kreuzberg è affiancata da un altro paio. Innanzitutto c'è quella di Rittmayer, un birrificio che negli ultimi decenni è passato da una dimensione locale a una internazionale, ma che tuttavia conserva alcuni punti di mescita in Franconia e in particolare in questa zona.


La keller è carina come tante in giro e le birre servite non sono male, anche se non c'è da aspettarsi un livello altissimo in quanto il birrificio sottopone le sue birre almeno a filtrazione. Parliamo di un vero colosso che dichiara circa 130.000 hl/anno...uno sproposito!


Decido di bere anche qua un krug, un boccale da mezzo litro in ceramica, di Landbier. Il servizio non è da botte bensì da spina, ma non è più una stranezza da anni. La birra ha qualche traccia di DMS in aroma e qualche strascico di cartone bagnato, ma sinceramente nel complesso non è male. Rischia di essere anche molto meglio di alcuni piccoli birrifici che in alcuni periodi dell'anno non riescono a mettere sul mercato birra in condizioni standard, per una serie di motivi su cui si potrebbe parlare molto.


L'altra keller lì accanto è una seconda sede della keller di Lieberth, di cui la principale è giù nel paese di Hallerndorf. Questa sulla collina è aperta solo la domenica, come avviene a volte anche per alcuni cafè del Pajottenland posti accanto alla chiesa del villaggio. Per cui mi sono trovato a ritornare, un giorno successivo, proprio alla keller nel paesino, dove si sta molto bene: un piccolo rettangolo piano d'ombra, pianeggiante e con il servizio a caduta dalle botti. La Kellerbier è molto buona, con qualche stonatura sugli aromi di zolfo, ma ugualmente godibile nonostante l'imperfezione, e soprattutto caratterizzata da un'impronta erbacea in retronaso dovuta al fatto che è un versione un po' più luppolata rispetto agli standard.


Hallerndorf è un po' la zona più suggestiva per le keller, tanto da essere stupenda se percorsa attraversando i sentieri che portano da una all'altra, distanti pochissimi chilometri tra loro. Un'altra imperdibile è quella di Roppelt. Qui ci sono già stato ma tornarci è davvero piacevole per la tranquillità del contesto e la qualità delle birre. Ho visitato anche il birrificio la scorsa volta, praticamente attaccato all'abitato di Stiebarlimbach. Questa volta ho voluto bere in successione tutte le birre presenti, non sempre facili da trovare. La prima è ovviamente la Keller ed è ottima come ricordavo: crosta di pane, erbaceo leggero, miele, pulita e senza aromi di zolfo. Davvero buonissima.
La successiva è stata la Helles, che non sapevo di poter trovare. Qui il tocco erbaceo è sembrato più delicato, ma ritrovo tutti gli elementi di una keller come la crosta di pane e soprattutto il miele.
Infine è il turno della Märzen, che avevo già assaggiato in passato: qui la crosta di pane sembra dominare maggiormente, nonostante l'impianto di base non risulti troppo distante da quello della Keller.


È stato più difficile del previsto cogliere le varie differenze e i motivi credo siano almeno due.
Un po' perchè in Franconia gli stili non vengono seguiti in maniera rigorosa: basti pensare alle sole keller e rauch e a quante varianti queste abbiano da birrificio a birrificio, già solo pensando alla colorazione e al grado alcolico.
Ma un altro motivo è che dal bicchiere in ceramica è molto più difficile farsi un'idea di una birra "alla cieca", perchè in fin dei conti così è la degustazione. Fermo restando che le mie non sono degustazioni, sia perchè non mi metto a roteare il bicchiere per minuti e minuti essendo in un contesto completamente opposto, sia perchè impegnato in famiglia anche a fare altro tra un sorso e l'altro.
Ad ogni modo, una interessante esperienza che aggiunge qualcosa a questa ulteriore visita in questo posto favoloso.

Ma è tempo di esplorare anche altro, per esempio un luogo dove sono stato nella stube del villaggio ma non nella keller, chiusa già nei primi giorni di settembre. Sto parlando di Griess, splendido birrificio a Geisfeld, alle porte di Bamberga, dove la scorsa volta sono arrivato perfino in bicicletta per quanto è agevole raggiungerlo partendo dalla città.


È diversa da tutte le altre keller, innanzitutto perchè abbastanza recente come utilizzo (il libro Die letzten 100 Brauereien in Bamberg und seinem Landkreis riporta il 1992 come avvio). E poi perchè è costituito da tante piccole casette, sparse su un'ampia superficie, ognuna con una funzione specifica come l'offerta di cibo caldo, cibo freddo o il servizio di birra.
In particolare, per quanto riguarda la birra, è l'unica che io abbia mai visto finora con il servizio direttamente dall'interno di una cavità. Ne è dimostrazione l'aria fresca che viene fuori quando ci si avvicina, riprendendo proprio quel concetto di keller originario come luogo di mescita sistemato appena sopra a una cavità dove cosnervare la birra fredda in estate.


Questo è già qualcosa di molto suggestivo e che vale la visita. Se poi ci mettiamo la meravigliosa Keller di casa, il godimento è assicurato. Nulla di diverso da quello che mi aspettavo e che ricordavo, un'impronta di crosta di pane molto forte e un miele leggero ad accompagnare, senza eccessi luppolati, stucchevolezza maltata nè imperfezioni. Mi sono fatto prendere e qui ho ordinato il Maßkrug in ceramica da litro. Non una mossa che migliora la birra, anzi ne peggiora la temperatura nell'ultima parte, ma un atto di puro capriccio a ricordarne l'esperienza.

Un altro posto messo in programma e dove ho avuto la fortuna di andare (causa visita al Wildpark Hufeisen distante pochi chilometri) è la Pretzfeld Keller, una meravigliosa keller panoramica con vista sull'omonimo villaggio e sui dintorni circostanti. Oltre alla bellissima visuale, il motivo era che fosse la keller di casa del birrificio di Pretzfeld, ovvero Nikl-Bräu. Si tratta di una delle poche privatbrauerei. Privatbrauerei indica in Germania un birrificio di proprietà privata, spesso familiare e indipendente, distinto dai grandi gruppi industriali o dalle cooperative. Il modello si basa su una proprietà indipendente, con gestione familiare, radicamento territoriale e perciò continuità della tradizione birraria. Non identifica necessariamente un piccolo birrificio: una Privatbrauerei può avere anche dimensioni produttive medio-grandi e impianti industriali. Basti leggere la guida ai birrifici privati con hotel, in uscita e aggiornata ogni anno (e scaricabile in pdf o ordinabile gratuitamente in cartaceo: link) Genussguide Private Brauereigasthöfe.


Tra le tre a disposizione, salto la weizen e comincio dall'immancabile keller, la Lagerbier Zwickl.  Molto intenso l'aroma, con punte di agrumi e cereali, fiori bianchi, pasticceria e qualche accenno di frutta a polpa bianca. In bocca ancora molto cereale, miele solo accennato, grandissima bevibilità con una ottima secchezza. Diversa decisamente da tutte le altre, mi ha ricordato moltissimo la Ungespundet di Spezial, fragrante ed esplosiva, quasi fuori dai principali canoni di una keller, ma molto buona.
La seconda birra è la Michala. Viene descritta come "dunkel keller", e in parte ha un minimo senso pensando che dunkel sia la base per una versione di keller come vengono spesso chiamate le birre chiare in Franconia. Mi è sembrata innanzitutto molto molto buona, piena di richiami a cacao e leggero tostato, con un caramello accennato solo nelle note maltate ma mai gravante sul corpo o sulla dolcezza. Birra dalla grande bevibilità. che accosterei a quelle versioni di birre ambrate locali a volte definite "altfränkisches bier", un po' più cariche di una rotbier nella parte maltata però più pulite.


Due buonissime birre incorniciate nella fantastica keller con vista su Pretzfeld, con cantine ipogee ben in vista sulla salita che dal parcheggio porta a piedi alla keller per uno spettacolo mozzafiato.

Valeva la pena. così come ne valeva per la keller di St. Georgen. Qui ci si sposta a Buttenheim, paese che anche qui si può osservare dall'alto dalla bellissima keller, quasi una balconata con vista. Molto ben curata, con tavoli in legno invece che più campagnole panche e birra spillata all'interno di una casetta alquanto ampia, in cui bisogna entrare, invece che dalle più caratteristiche finestrelle più comuni da trovare in Franconia.


La Buttenheimer Kellerbier è la keller che bevo. Non è la miglior birra di questi giorni: cartone bagnato, anche un filo di diacetile, mentre nel complesso la parte maltata da crosta di pane e miele è in linea con le aspettative. St. Georgen è un grande birrificio, non è dato sapere se pastorizzi e/o filtri le sue birre, ma di sicuro non riescono a reggere la stagione estiva e le sue temperature e non ricordo di aver strabuzzato gli occhi quando ho assaggiato questa keller in bottiglia qualche anno fa. Ci sono voci che produca alcune birre da Löwenbraü, che è l'altro birrificio di Buttenheim.
Pazienza per la birra, questo luogo meritava ugualmente la visita, nonostante tutto.

Quello che mi viene di dire in conclusione è che un giro in Franconia per keller o per altre lager è sempre un'esperienza interessante. Si ha l'occasione di bere mediamente bene, scegliendo opportunamente i posti (la mia è stata una selezione che rispettasse anche il criterio di una zona giochi per bambini, che non tutte le keller hanno): non è un'osservazione secondaria, perchè molto dipende da questo, mentre poi è chiaro che se si capita in periodo estivo o autunnale ci si può trovare con birra che ha provato a resistere troppi mesi al caldo. In questo contesto questi piccoli birrifici raramente hanno tutti gli strumenti per programmare una lunga shelf life, ma questo non può essere un'alibi nonostante la delusione possa nascondersi essere dietro l'angolo. 

Nulla per cui disperarsi, però, perchè il contesto di campagna per me è impagabile e vale il rischio di trovarsi una birra non corrispondente alle aspettative.
Non sono spinto nel tornare continuamente in questi posti, nonostante siano molto piacevoli e avendo avuto molte esperienze in zona, ma di tanto in tanto, come in molti altri luoghi, tornare a bere queste birre è una bellissima esperienza. Qui è il contesto (meraviglioso) che per me fa delle keller della Franconia il motivo per cui andarle a bere sul posto, più che una questione di qualità e integrità che di base alcune non hanno a prescindere.
La sfida per questi birrifici è quella di non perdersi, innanzitutto, evitando chiusure o riduzioni per il calo dei consumi, ma anche quella di non perdere il proprio carattere.



Vedremo nel tempo se saranno capaci di ridurre la discontinuità qualitativa a fronte di un mercato che chiede sempre più la centralità di keller e dintorni, ma senza snaturare un prodotto direttamente collegato ad un modo di fare birra più spartano, quasi anarchico, tipico della Franconia.
Tra qualche anno magari un nuovo tour potrà darmi alcune risposte oppure nuove domande.

Prosit!


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