Visitare Norimberga è un'esperienza che molti appassionati hanno compiuto. Da snodo tattico per la Franconia, si presta facilmente ad essere esplorata seppur superficialmente da tanti.
Non sempre, però, si porge la giusta attenzione verso i luoghi birrari principali, offuscati dalla selezione di birre della Franconia in senso stretto, non che produzioni cittadine non lo siano. Eppure c'è una sorta di subordinazione alla sorella Bamberga, più decantata e più elegante da molti punti di vista.
Fatto sta che anche io ho omesso un piccolo report della città nonostante le mie due visite precedenti a questa, la terza.
Colgo l'occasione per agganciarmi ad un piccolo approfondimento curato per Fermento Birra online, da cui traggo stralci per descrivere luoghi dove stavolta non mi sono recato, preferendo nuove esperienze.
Così riportavo su Fermento Birra:
Per molti appassionati di keller, rauch e delle svariate interpretazioni di lager della Franconia, la città di Norimberga [...] qualche anno fa rappresentava semplicemente un luogo di passaggio quasi obbligato, da qualche tempo a questa parte si è un po’ riscattata da questa immagine: [...] riesce ad anticipare alcuni elementi della cultura francone senza perdere la sua identità da grande città industriale e fieristica del sud della Germania. Un elemento a favore lo ha giocato sicuramente il fatto che è sede del Bräu Beviale, fiera annuale del settore, da cui passano numerosi protagonisti del mondo produttivo e comunicativo. Questo forse è stato un ulteriore aiuto anche nel processo di divulgazione che in questi anni si è avuto nei confronti di una specialità birraria tipica, ovvero le rotbier. Questa misteriosa tipologia di lager è una delle birre a vantare nel proprio nome un termine che indica senza ambiguità il colore, quel rosso spesso rifiutato nel mondo della degustazione a favore delle più variegate e precise tonalità dell’ambrato. Difficile descriverle come stile, visto che la vivace colorazione tipica può essere ottenuta in svariati modi, combinando i malti in modo da ottenere una birra un po’ più generosa di una keller su base märzen, con qualche nota di panificato e di prodotti da forno sicuramente più intensa.
La rotbier per eccellenza, che prende vita proprio nella città di Norimberga, è quella della Hausbrauerei Altstadthof, un birrificio situato tra le vie della città vecchia. In realtà è un grande brewpub, di cui l’area interna con spine e bancone costituisce solo una parte meno affollata e piccola dell’intera struttura, costituita da locali attigui e da spazi esterni estesi in lunghezza lungo i bordi delle strade, e che si sviluppano tutto intorno all’isolato. Si tratta davvero di un birrificio grande per essere tra le vie cittadine, che si snoda attorno ad un atrio centrale da cui è anche possibile intravedere l’impianto in rame dietro le finestre. Strutturato su più piani, presenta un livello sottoterra, le cui cavità storiche, risalenti a tre-quattro secoli fa quando erano utilizzate per la conservazione a freddo delle botti di birra, sono distribuite su ben quattro piani ipogei. Anche se oggi sono riservate all’invecchiamento dei distillati prodotti sempre dal birrificio, sono visitabili durante tour guidati, in cui tra miti e informazioni tecniche si racconta la genesi di questo birrificio e delle rotbier. La loro versione di questo stile, una sorta di riferimento in quanto facilmente associabile a simbolo birrario della città, è una birra molto semplice nel complesso. Il suo colore è realmente tendente al rosso con riflessi rubino, mentre la schiuma che la ricopre vira a un color crema. Gli aromi fanno subito intendere la centralità del caramello, con un contorno fruttato di mela cotta e perfino leggermente speziato di vaniglia. Il sorso inizia con la dolcezza del caramello e del miele di castagno, si rinforza con pennellate biscottate continuando in un equilibrato slalom tra la scorza d’arancia dolce e il cacao amaro. Prova ad emergere nel finale un timido amaro di tipo terroso, mentre la bevuta tende ad alleggerirsi giusto in tempo per richiamare un ulteriore sorso. Una birra non particolarmente secca né snella, ma una bella eccezione di spessore in una terra vocata allo slancio, pur non risultando di una dolcezza stucchevole. A livello produttivo, il birrificio dichiara di usare anche luppoli locali della varietà Hersbrucker, decisamente poco centrali nel progetto di questa birra che si piazza a cavallo tra i toni maltati di stili come märzen, dunkel e altbier. Il birrificio produce anche un’ottima Schwarzbier, di colore non esattamente scuro, ma mogano con riflessi rubino. Al naso i primi aromi suggeriscono caramello poco bruciato, con qualche accenno di frutti rossi. In bocca è meno dolce del previsto, con lieve biscotto dopo cui sopraggiunge una vena fruttata, con sensazioni di ciliegie e solo nel finale qualche nota di caffè in moka. Carattere forse timido, ma birra di facile approccio. Oltre a queste, ci sono in produzione anche una keller e una lager leggera che rientra nelle stagionali, chiamata Sommerbier, talvolta anche la Osternbier, una lager speciale di Pasqua, un po’ luppolata, ma di tanto in tanto compaiono anche altre birre speciali.
Di fronte al birrificio, proprio lungo la Bergstraße che conduce a quel colle su cui svetta il castello imperiale del Kaiserburg, icona della città, anima le serate la wirtshaus (ovvero la taverna) di Hütt’n. Locanda tipica della Franconia, con luci basse e legno che ricopre da cima a fondo gli ambienti, offre ottimi piatti tradizionali uniti a birre che portano il loro nome (ma non si tratta di brewpub con produzione interna) come Hell e Dunkel, insieme a qualche altra birra locale dei noti Rittmayer, degli specialisti delle weizen come Gutman e di qualche altro produttore vicino. L’atmosfera è sicuramente da non perdere ed è centralissimo, per cui può valere una visita.
Se girovagare per Norimberga c’è sicuramente almeno un’altra tappa da inserire nel navigatore, e porta da Schanzenbräu. Si tratta di un birrificio che ha il suo impianto produttivo abbastanza fuori dal centro, ma la sua Schanzenbräu Schankwirtschaft è l’avamposto ufficiale in città. Anche perché l’ambiente qui comincia ad avere un tocco rurale, più simile a quanto si può trovare fuori Norimberga, grazie al suo bellissimo biergarten dove godere delle birre della casa (ovviamente non è una keller, in quanto né posizionato in collina, né adibito a deposito sotterraneo come tradizione francona vuole). Anche qua troviamo una rotbier, che il birrificio dichiara di produrre con malti Vienna, malti caramello e melanoidinici, contraddistinta da un tocco moderno grazie al luppolo Mandarina Bavaria. Nel bicchiere la birra è bilanciata, tra la relativa dolcezza maltata e la luppolatura moderata a fare da contraltare. Sullo stesso canovaccio di birra “rot” provano a caratterizzare anche altre birre, come Rotweizen e Roter Bock, nomi di fantasia più che stili innovativi, ma a loro modo importanti per rafforzare il concetto di birra locale. In questa piccola oasi cittadina ci si sente sicuramente accolti, in quanto non troppo lontana anche dai punti di interesse della città ma abbastanza fuori dalle strade più trafficate.
Devo dire che alla Schanzenbräu Schankwirtschaft sono stato molto bene. Ambiente disimpegnato e un banco spine attrezzato su un track, all'aperto, dall'aria provvisoria ma di certo non scadente in qualità. la Rotbier mi è piaciuta, molto strana per essere una lager, caratterizzata da un pulizia solo a primo impatto. L'aroma è lievemente fruttato (mela rossa) ma nel contesto di un profilo pulito e semplice. In bocca il caramello è accennato nei sapori senza contribuite alla dolcezza, restando molto facile da bere. Ancora accenni fruttati in retrolfatto, con tostatura di cacao molto leggera.
Differente ma una märzen per l'intensità del caramello, qui accennato e inoltre più immaginato per via del colore che avvertito realmente dai sensi. Mi ha fatto pensare a una keller in versione più colorata e con più note fruttate che di cereale. Ad ogni modo, una bellissima e didattica bevuta.
Ho bevuto poi in bottiglia la loro Pils, per farmi un'idea vaga delle altre produzioni. Birra molto buona, modernissima però per via dell'aggiunta di Cascade, ovviamente per nulla tradizionale. Inutile dire molto a riguardo, se non che il lato agrumato citrico era quello a svettare e chiaramente era già negli intenti dare una birra di questa impronta. Una buona alternativa ai classici.
Infine, l'altro posto che avevo in mente di visitare era Gutmann am Dutzendeich. Si tratta di un locale di mescita del birrificio bavarese Gutmann Brauerei di Titting, circa 60 km a sud di Norimberga, di cui avevo già bevuto su per giù tutta la gamma disponibile, tra i migliori birrifici di weisse di tuta la Germania. Il locale cittadino è situato proprio sulla riva del lago maggiore del Dutzendteich, un grande parco pubblico con laghi (großer Dutzendteich e kleiner Dutzendteich) situato nel settore sud-est della città, famoso sia come oasi verde per lo sport e il tempo libero sia per la sua vicinanza storica all'area dei vecchi raduni del partito nazista. Stare qui è davvero una pace, sembra di essere già nella campagna.
L'affollatissimo ristorante e il biergarten sono un luogo perfetto per rifugiarsi dal caldo estivo e ovviamente mi butto sulle birre di casa. Escludo sempre analcoliche e radler (nonostante avrei invece dovuto considerarle, data la necessità di mettermi alla guida) e punto alle birre più leggere della famiglia.
Come la Leichtes Hefeweizen, che pensavo fosse disponibile alla spina ma invece è in bottiglia. Poco male, il servizio viene compiuto direttamente dallo staff, con un'agitazione molto importante della bottiglia una volta versata nel bicchiere la prima metà. Tant'è che di lievito ne va davvero molto, una parte si rideposita sul fondo del bicchiere.
Gli aromi di banana ci sono tutti, in tono minore rispetto alle aspettative, in verità non percepisco il chiodo di garofano. Ma la leggerezza e la leggiadria di questa leggerissima birra di frumento fanno passare sono davvero apprezzabili: sapori tenui di cereale, mollica di pane, corpo ovviamente snello, carbonazione molto vivace. Ottima versione estiva di grande fattura.
Riesco anche a bere sempre da bottiglia la Dunkles Hefeweizen, che mi sembra ancora migliore: gli aromi di banana si mitigano con quelli di leggere tostature e di nocciola, regalando molta complessità. In bocca gran corpo, setosa, con uno strascico maltato che va dalla crosta di pane al cacao passando da nocciola e caramello, con una bellissima tostatura finale. Amaro bassissimo, ma questi leggeri tostati funzionano bene da contraltare.
Approfondire questi due locali mi ha dato modo di completare il quadro della città.
Possibile che prima o poi ci ritorni ancora: non si beve affatto male, il confronto con le campagne non sussiste perché il contesto è molto differente, mentre è chiaro che non può reggere il livello di offerta di Monaco o Bamberga, ma in tema di qualità ci siamo sicuramente.
Una tappa facile e piacevole che consiglio a tutti.
Prosit!
Commenti
Posta un commento
Commenta