Żywiec Beer - Polonia


Tornato da pochi giorni dalla fredda Polonia, non posso non soffermarmi sulla scorpacciata di birra e di birre che ho fatto insieme ai miei compagni di viaggio.




Merita il primo commento la Żywiec, popolarissima birra prodotta nell'omonimo paesino ma consumata in ogni angolo della nazione e non solo (fonti dirette mi confermano sia presente, anche massivamente, sulla east coast americana).


Il primo prodotto è una PALE LAGER, ed è quello venduto di defalut quando si pronuncia la parola Żywiec.
Alla spina viene servita almeno da 0,5 litri, ed è ottima questa misura per percepire per bene la sua schiuma. Intensa, persistente e di grana fine, profuma di fresco pur avendo una carbonazione medio-alta al naso.
In bocca è decisamente secca, con una punta iniziale leggermente dolce che poi si smorza con il corpo secco. Stacca poco amara quanto basta a renderla "drinkable".
Il biscotto, l'amaretto si avvertono appena ma danno un tocco piacevole ad una birra comunque industriale, ma non affatto male nel complesso, e probabilmente la migliore tra le pale lager polacche, per esempio rispetto alla Tyskie con cui le differenze sono poche ma si avvertono.






Molto diversa e degna di nota è poi la PORTER della stessa Żywiec.
E' noto il feeling tra le porter britanniche e l'est europeo di cultura filorussa, per i quali zar e sovrani vari hanno sempre voluto traversate transuropee pur di assicurarsela, anche a costo di appesantirne i metodi di produzione e i dosaggi di luppolo pur di veder giungere questo fenomenale "oro nero", o di produrre versioni a bassa fermentazione dette Baltic Porter.
Ebbene...questa porter mi ha stupito, perchè spicca e stacca di gran lunga la varietà di birre non-lager o non-pils presenti sul mercato polacco. 
La sua schiuma è persistente e molto, color crema-cappuccino. Il colore nero non è così impenetrabile come sembra, ma si lascia attenuare da colori vinosi, e ne conferisce limpidezza.
Al sapore è carica, legnosa e vinosa di corpo medio. Qualcosa di vinoso si avverte anche al gusto, ma sempre molto discretamente e mai in maniera aggressiva, mentre scivola via lentamente un amaro che si estende a tutta la cavità. Ossigenandosi e prendendo fiato esso si smorza e risale qualche nota di cacao e di tostatura, mentre le sempre opportune bollicine suggeriscono un altro sorso ancora.






Dunque, questo marchio la fa da padrone in terra di Polonia, dalla bottiglia alla lattina fino alla spina in ristoranti e birrerie.


Suggerisco il boccale da litro almeno per la lager, per non dispiacersi di averla gustata e degustata con così tanto piacere. La porter invece può attendere, la bottiglia da 33cl o 50cl già sono sufficienti ad introdurre visivamente in maniera galante come una vera zarina.





Na zdrowie!
(Salute!)