Paradox, Brewdog - Scozia

Aggressiva, rude e spregiudicata!
Basta avvicinare il naso per capire che è più di una birra, più di un esperimento, più di un azzardo.
E' una forma di vita, si insidia nelle narici. Troppo grigia anche per la materia grigia, tiranno nettare cresciuto e tirato sù da una imperial stout, già di suo non il massimo della delicatezza per i palati più gentili.


La botta strong l'ha avuta dietro le sbarre, o meglio dentro le barre in legno di affinamento per whisky torbati britannici, da cui neanche una goccia d'acqua ne uscirebbe indenne nel gusto e nelle fragranze. Ebbene, questa birra ne ha passati 6 di mesi là dentro. E come si sa, quando sei fuori spesso non ritorni ad essere buono, pacato, a comportarti bene con tutti. L'isolamento duro non ti rende migliore nel carattere, ma solo più forte e più convinto dei pugni che puoi sferrare.


Vino, legno di quercia sfondano il garbo e la sottile linea del piacere sensoriale, con alcool a 10° che quasi ricordano l'etilico.
Ma perchè non assaggiarla? Perchè?
Non si beve solo per piacere, anzi personalmente credo di bere ed assaggiare come se stessi ascoltando un discorso, per interloquire, per litigare o per annuire con chi ha creato la magica poltiglia.


Da questa Paradox, birra dal nome di uno psicofarmaco, gli incalliti sperimentatori scozzesi di Brewdog credo abbiano desiderato questo. Provocare, aizzare, smuovere le coscienze e le conoscenze. Spezzatino di manzo ad accompagnarla, whisky torbato e sigaro toscano a seguirla.
Così l'ho affrontata io.
Di petto, fissandola negli occhi, perdendomi in quella nube di fumo che la circonda di mistero e di buio.