Pink Ipa, Almond'22

Se il blogger non va da Sapore, Sapore viene dal blogger!

Archiviata la scia di informazioni lasciata qua e là sul web 2.0 da homebrewer e birrai, oggi ho avuto la fortuna di assaggiare una birra non facile da reperire qui in Puglia, pur provenendo da un birrificio neppure lontano, in realtà.

Lo storico Almond '22 è radicato in Abruzzo che è quasi un decennio, e sotto la creativa guida del poliedrico nonchè arci-noto mastro Jurij Ferri (per i quali dettagli e storia personale rimando ad almond'22 e bir&fud ) recentemente ha anche ampliato la capacità del suo impianto, segno del riconosciuto valore delle sue creature.


Le sue birre sono le prime a cui è legato il mio ricordo di birra in bottiglia da 75 cl, formato che non avevo mai incontrato prima che scoprissi il mondo artigianale.
Non ho un buon background per parlare delle sue produzioni fino al giorno d'oggi, ma proverò a recuperare il tempo perso più in là.

Comincio da ora.
Oggi, insieme al buon Donato Di Palma del birrificio "faro" barese Birranova, tra un travaso di una cotta pubblica e qualche chiacchiera, ho avuto modo di ricevere offerta di assaggiare la Pink IPA di Almond, appunto.
La bottiglia e il design dell'etichetta molto sbarazzini sicuramente mi hanno colpito quanto leggere che il tutto si spiegava per la presenza del pepe rosa come spezia. Per un attimo penso alla Punk IPA di Brewdog, avrebbe caratteristiche estetiche in comune.



Al naso non ho avuto modo di percepirlo, inondato da luppoli da aroma molto intensi e vellutati ricordi di frutta fresca.
Si presenta con un rassicurante giallo color pesca, e sorseggiando qualcosa in più si avverte.
Certo, parliamo di una spezia già di suo molto delicata e sfuggevole, ma pur sempre avvertibile. Soprattutto come retrolfatto, espirando dal naso mentre la birra è in bocca. Il pizzicore gentile si avverte nella parte alta del naso, e contemporaneamente la frizzantezza e le sensazioni boccali-tattili stimolano l'immaginazione. A quel punto solamente ho pensato al pepe, confesso.
Immagino il pepe rosa sia stato ragionevolmente inserito verso fine bollitura insieme ai luppoli, o forse anche dopo i luppoli ed la loro prima espulsione di aromi forti. La delicatezza e il suo equilibrio sottile probabilmente non lasciano spazio ad diverse interpretazioni o bilanciamenti, o almeno non riesco ad immaginarmene.

In realtà la birra è molto piacevole, i 6,2° mi pare rispecchino lo stile più carico delle India Pale Ale, e forse proprio il suo non essere aggressiva la rende docile e quieta, amabile quanto basta per coccolarsi.

Doveroso ringraziamento va a Donato per aver condiviso, da buono e generoso mastro birraio, oltre alla sua birra anche quella di uno stimatissimo protagonista come Almond.

Cheers!