Birrbante, le prime impressioni

La curiosità era troppa, la voglia di conferme anche.
Pochi metri prima del locale eccolo il famoso cartellone pubblicitario che aveva creato attesa nel fegato dei baresi. Uno slogan che recita la schiuma perfetta non può non creare aspettative belle grosse.
Comunque, ieri in cinque ci siamo trovati a Bari, zona Santa Fara, per sbirciare il nuovo brewpub Birrbante (o Birbante...non ho ancora capito come lo hanno chiamato).
Ressa pazzesca ad una certa ora, e birra praticamente solo su invito o conoscenza. Noi, non so in che modo, ma ce l'abbiamo fatta ad impietosire qualcuno.
Non abbiamo potuto capire neppure chi fosse il titolare, il birraio, il proprietario, il socio...d'altro canto la serata non era quella ideale. Avrei voluto approfondire.

Locale molto grande, credo sui 200 coperti. Idea di ristorazione leggera, niente di esagerato seppur dall'aspetto chic o "chiccoso".
Arredamento in stile moderno, niente panche appiccicose, banconi. Niente che piaccia a me.
Per quanto riguarda la birra, però, veniamo al dunque.
Al bancone, bello lungo, le vie sono 8. Per 4 tipi di birre.
Le birre portano questi nomi: H24, Tutt'1, Narr4 e Birba negra, e corrispondono ad una pils, una blanche, una ale (la quarta, una birra scura ma non ricordo).


Alle spalle campeggiano in bella vista 3 fermentatori, separati da una vetrina. L'idea del brewpub passa, c'è da capire se realmente dietro c'è qualcosa. Non so ma mi pare di no, anche perchè di fianco al bancone appaiono in esposizione ed in vendita le birre del Leone d'oro in bottiglia.
Il punto, seppure in una zona di Bari non frequentatissima, è stategico anche per parcheggio e viabilità. E la grande disponibilità di posti a sedere è un punto a favore.

Parlando della birra, ho potuto assaggiare solo la Narr4, la ale. Di color rosso, la schiuma appare bella. La temperatura, però, è molto bassa. La birra si può bere, parliamoci chiaro, ma non dà gioia al palato. Non mi ha lasciato la bocca benissimo, e al naso qualcosa di strano si avverte. Temo che gli estratti di malto siano alla base di queste birre, non ci metto la mano sul fuoco però. E c'è da dire che l'ho bevuta a temperatura bassa, avrei voluto assaggiarla a temperatura più alta, e lì sarebbe stato più chiaro qualcosa in più.

All'esterno, sulle vetrate adiacenti l'entrata, diversi pannelli spiegano il procedimento di creazione della birra, con disegni e didascalie.
Didattico, certo.

E poi ancora sete...De Dolle Stout, Chouffe Houblon, Kindle Berliner weisse...no, non sono le altre birre che hanno loro, ma quelle che ci siamo bevuti dopo al Windigo! A mali estremi...