I 10 anni di Berebirra: le tappe, i post storici e...una sorpesa

Non so come ma...sono passati 10 anni!

Se qualcuno mi avesse detto che questo blog, aperto in un pomeriggio del 3 dicembre 2010, avrebbe retto un po' di tempo e che avrebbe toccato questo piccolo grande traguardo di ben 10 anni, non ci avrei creduto per niente!
 

Sono partito totalmente ignorante sull'argomento birra, giocando a bere e raccontare qualche misera esperienza: erano gli anni dei myspace, dei blog msn, dei forum...un altro panorama rispetto a quello dei social network attuali, ma un mondo in cui si riusciva a condividere il proprio tempo libero con appassionati e semisconosciuti, seppur in misura ancora abbastanza intima.

Però sapevo che questo compleanno speciale prima o poi sarebbe arrivato, perchè ho sempre voluto tenere in vita questo blog nonostante da qualche anno il ritmo con cui curo Berebirra non è al livello dei primi tempi. Sono partito che ero studentello senza grosse responsabilità e ora mi ritrovo che sono papà, marito, birraio e un sacco di altre cose. Cambiano tempi, esigenze, occasioni, ma certamente non è cambiato il mio amore per la birra e la condivisione, che mi ha portato fin qui.
Pensavo sarebbe bastato scrivere semplicemente un post ripercorrendo alcuni dei temi più letti o più importanti per me, ma mi accorgo che sarebbe riduttivo farlo senza raccontare nel dettaglio quello che questo blog ha rappresentato e tuttora costituisce per me, quindi beccatevi un post intimo come quelli di un tempo, dove tra qualche riflessione e ricostruzione del percorso del blog ho inserito i 10 post più iconici scritti su Berebirra.

PRIMI OBIETTIVI 
(2010-2011)
Non avevo nessun target, nessuno scopo in particolare. Non pensavo minimamente che il mio parere potesse essere importante all'interno di un movimento birrario italiano che nel 2010 era sulle soglie dei 15 anni di vita e che cominciavo da qualche anno a studiare da più vicino, incuriosito da questa bevanda dopo qualche tentativo di birra prodotta tra all grain di amici e con kit in solitudine.
 

 
Ormai ho chiaro il ricordo di quella mia prima cotta fu nel 2008 quella condivisa con Nicola Grande (Nix) e altre tre amici in un caldo pomeriggio d'agosto. Di lì la curiosità, la dispensa di Bertinotti, i progetti di future birre casalinghe ecc. Ma a cavallo tra novembre e dicembre 2010 scorgo sul forum di MoBI, associazione a cui sulla fiducia mi ero tesserato, che il birraio Lorenzo Bottoni (scomparso da poco) a capo del progetto Bad Attitude si era messo in testa di inviare gratuitamente alcune delle sue birre a chiunque avesse un blog a tema birrario. Incredulo, chiedo conferma che aprendone uno al momento avrei fatto parte del panel e la risposta è positiva. Mi vengono spedite le birre poco dopo e suona quasi come un miracolo: non era per niente facile nella provincia pugliese trovare birre artigianali e trovarle a prezzi accessibili, magari da 33cl e non da 75cl come lo standard di allora. Erano da 33cl e anche in lattina...pura avanguardia ai miei occhi: le bevvi con vero gusto, mi immersi in quei momenti di bevuta spensierata e ci scrissi belle cose.

 
Poco dopo, capii che scrivere non era così male e che, anzi, potevo lasciarmi andare in quello che credevo mancasse in rete, ovvero un diario su cui raccontare quello che bevevo, quello che provavo a produrre in casa, quello che io credevo fosse e potesse essere il mondo della birra artigianale.
 

 
Compresi come potesse essere potenzialmente importante anche per la scena locale del mondo birrario fare da cassa da risonanza, raccontando novità dei birrifici locali, scrivendo qualche personale recensione, parlando degli stili di riferimento delle birre bevute, parlando delle birre presenti alle spine o in bottiglia dei pochi locali birrari pugliesi. Passo dopo passo l'idea mi sembrò prendere quota e qualcuno cominciò anche a seguirmi: cominciai a conoscere molti birrai che a loro volta mi diedero modo di conoscere molta gente, con cui ho poi condiviso tantissimi momenti spesso importanti e segnanti.

PIETRE MILIARI  
(2011-2013)

Nel 2010 i social erano agli albori della diffusione che è poi esplosa. Il mondo della birra era parecchio chiuso su sè stesso, ma paradossalmente era molto facile trovare appassionati sui canali giusti. Che ci si possa credere o no, i blog rappresentavano dei veri punti di raccolta, a differenza di quanto marginali appaiano oggi rispetto alle corrispondenti pagine social (ma questo è un altro discorso).
Questo mi serve per ricordare e ricordarmi quanto mi sia stato fondamentale scrivere su Berebirra fin dagli inizi: per esempio, dopo aver partecipato al corso di degustazione targato Unionbirrai, primo al sud, ho potuto conoscere una manciata di persone che mi avrebbero fatto compagnia sia fisicamente al bancone di tanti pub che in cotte pubbliche e sul blog, stimolandomi nei post e negli approfondimenti di varia natura.
Ad esempio, con Ivan ho prodotto cotte per qualche anno e sento di ringraziarlo tanto per quello che ho imparato volta per volta, prontamente raccontato sul blog con ricette e impressioni. Mi fa davvero ridere rileggere un post in cui vengo corretto sulla ricetta per aver scambiato Carapils con un malto base, senza accorgermi di aver sbagliato a leggere la ricetta senza accorgermi dell'errore madornale!
 

Mentre con Paolo e Michele è stato sempre molto entusiasmante e stimolante assaggiare birre diverse andandole a ordinare direttamente dai birrifici via mail e snocciolandole insieme in serate a tema.


È stato molto bello condividere le birre trovate in giro qua e là in pub più o meno specializzati e dividere le bottiglie da 75cl, uno schema che per me è durato anni prima che ci fosse un boom delle 33cl.
Era abbastanza frequente andare a bere allo storico Groove di Matera, al Nincasi di Cisternino, al Infermento di Polignano a Mare, al Felix di Castellana Grotte fino a spingersi al Tortuga di Trani o al Prophet di Lecce: ho fatto davvero salti mortali per andare a beccare novità e grandi classici, formarmi leggendo l'indomani le degustazioni tecniche in rete: mi hanno sempre entusiasmato quelle di Alberto Laschi su Inbirrerya prima che arrivasse quello che ragionevolmente possiamo definire un suo erede, ovvero Davide Salsi con Unabirraalgiorno. Ma è stato utilissimo consultare e scambiare pareri sia sul forum di MoBI che sul suo naturale prosieguo, ovvero Il Barbiere della Birra.


È stato molto importante per me interfacciarmi con una persona che mi ha insegnato tanto da tantissimi punti di vista: che fosse al bancone di La Cantina della Birra (vecchio nome del locale di mescita di Birranova) o curiosando tra i fermentatori del birrificio, con l'aiuto di Donato Di Palma ho sicuramente fatto un salto in avanti nel mio percorso di accrescimento della mia cultura birraria: gli scambi su cotte e ingredienti, i racconti di viaggi birrari, qualche degustazione più tecnica e anche qualche scambio di bottiglie e bevute raccattate qua e là sono state una palestra fondamentale per gli anni passati.

E ad un certo punto ho davvero preso gusto anche a frequentare birrai e birrifici, partendo ovviamente da quelli locali. Mi sembrava davvero necessario oltre che interessante raccontare quello che producevano ma anche parlare della prospettiva produttiva, romantica e affettiva che si nasconde dietro a un birraio o una birra. Non mi sono mai tenuto in bocca un parere, che fosse positivo o no, e per questo probabilmente il rapporto con molti birrai è diventato di stima reciproca, sincero (anche se non con tutti, ma ci sta...si veda quello che successe con il modesto brewpub Birrbante). E così tra birrifici nuovi e vecchi, ho voluto conoscere e raccontare tutto quello che ho potuto: Birranova, Decimoprimo, Ebers, Svevo, Ostuni, Birrapulia sono sempre presenti tra le pagine del blog, nei focus sia sulle novità che sugli impianti produttivi. Per molto tempo sono stati gli unici birrifici di livello che aveva senso riportare tra queste pagine; poi nuove ondate e il tempo venuto a mancare mi hanno fatto perdere il filo dei racconti, anche se ho sempre seguito da vicino le evoluzioni dei nuovi arrivati. 


È stato molto importante anche e soprattutto essere presente nei pochi festival pugliesi dove si raggruppavano un po' tutti, per fare così un ripasso del livello qualitativo, una conoscenza delle novità e ovviamente bere e chiacchierare. Non sono state moltissime le occasioni, ma sicuramente gli eventi di Eataly e il Tribirra/Birranova Beer Fest sono stati gli eventi di riferimento per molto tempo.
Un po' più complicato è stato provare a raccontare contesti dove l'offerta era molto più ampia e variegata: non ho mai scritto report su Eurhop o su altri festival nonostante ci sia stato più volte, ma quando qualche anno fa c'è stato un cambio di passo notevole in Italia per quello che riguarda l'attenzione nei confronti della birra di qualità e la sua diffusione, ho capito che aveva molto più senso concentrarsi sui racconti delle sole birre buone invece che raccontarle una per una...per il semplice motivo che parlare di tutte era impossibile perchè erano tantissime. Per raccontare più birre possibili ho scelto di uscire dalla formula dei post sul blog e di far parlare di più la pagina facebook Berebirra, così da poter essere sintetico, diretto, immediato e rapido nel fissare le mie bevute ma contemporaneamente raccontarle senza farle sfuggire via. Se questo mi ha lasciato spesso su un livello più superficiale di blogging, sicuramente mi ha dato modo di essere meno monotematico rischiando di raccontare solo la scena locale, che di suo ha continuato ovviamente a crescere.


Ho cercato, così, di scrivere quello che studiavo, quello che scoprivo attraverso i viaggi e le bevute fatte in loco in luoghi dove è meglio andare a beccare appositamente birre di alcuni stili. Devo dire che questa dimensione del viaggio birrario è quella che mi ha forse più soddisfatto negli anni, permettendomi di continuare a condividere esperienze che molti lettori non avevano ancora compiuto: ho girato quasi tutta l'Europa per quello che riguarda le mete birrarie principali e questo mi ha davvero dato uno scatto di crescita non indifferente sul fronte della degustazione e della conoscenza della cultura della birra.

TAPPE PERSONALI 
(2013-2016)

È dura cercare di ricordare tutto quello che Berebirra mi ha dato: penso che aver messo nero su bianco le mie iniziative e i miei pensieri e aver dato una piccola visibilità a quello che si poteva bere in Puglia (e non solo) mi ha permesso di avere tante ulteriori occasioni per imparare sempre più e addentrarmi in questo mondo della birra, provandolo a conoscere dall'interno.
 

 
Bellissimo è stato lavorare per diversi anni al festival Tribirra/Birranova Beer Fest allo stand delle birre ospiti, spiegandole ad appassionati e curiosi dopo aver approfondito stili di riferimento, produttori e storia di quei prodotti. Mi è stato utilissimo per un'altra attività, ovvero per imparare a spillare e a gestire fusti, impianto di spillatura e mescita: farlo in situazioni delicate come le serate clou di un festival è davvero un'esperienza segnante che non si dimentica e di cui si fa tesoro, da qualsiasi lato del bancone poi ci si viene a ritrovare.
 

Fare birra in casa, raccontarla nel dettaglio e condividerla con i lettori mi ha dato modo di interagire anche con altri homebrewer e associazioni di produttori casalinghi. Nel tempo questo mi ha dato la possiblità di essere anche invitato come giudice in concorsi birrari (dopo anni di partecipazione da concorrente) come i vari concorsi di Tribirra/Birranova Beer Fest, ma anche in tappe di Beer Emotion in Calabria e di Brassare Romano a Roma.
 

Ho sempre creduto nella forza del collettivo e nella divulgazione ed è il motivo per cui ho prima provato ad aggregare gente in quelli che chiamai Meeting degli Homebrewer Pugliesi e poi, con uno zoccolo duro di appassionati, abbiamo dato vita all'associazione Luppulia: è stato un periodo intenso e ricco di iniziative, tra cotte pubbliche, concorsi e degustazioni in locali. Non dimenticherò mai l'entusiasmo di quei primi tempi, prima che qualche intoppo e malinteso facessero prendere altre strare: eravamo l'unico pubblico di riferimento dei birrifici e c'era un bellissimo rapporto con i produttori, in una dimensione davvero intima.


A dimostrazione del fatto che bere in Italia e in Puglia non fosse affatto facile ma che contemporaneamente c'era un manipolo di publican e gestori illuminati che andava fatto conoscere anche a un pubblico più vasto, sono stato incaricato di essere il referente per Puglia e Basilicata per la Guida MoBI ai locali birrari: un'opera che aveva come intento quello di raccontare i locali dal punto di vista degli appassionati ed era rivolto ai curiosi della birra artigianale che però non sapevano di preciso dove dirigersi sia nella propria regione che in quelle limitrofe o meta di vacanza. Posso dire tranquillamente che questo per me è stato un grandissimo pretesto per una delle mie attività preferite: scoprire nuovi locali e nuove birre, passandoci serate o anche solo qualche ora, nell'intendo di unire, raccontare e condividere. Per esempio, è così che ho conosciuto tempo fa i ragazzi del Bluebeat, uno degli incontri più importanti di quegli anni e per il tempo a venire.
 
 
Si faceva molto fatica a far comprendere l'importanza della spillatura e dell'indipendenza e i post scritti su questi argomenti, devo dire senza modestia (basta leggere tra i commenti), hanno smosso abbastanza coscienze.
 
 
Un'altra grandissima opportunità è stata, senza alcun dubbio, quella di lavorare in pianta stabile per 1 anno presso il Birrarium di Acquaviva delle Fonti: frequentato dapprima come bevitore e amico (e ho spesso raccontato le mie bevute qui), ho potuto notare il grande livello delle birre per quel tempo e la grande voglia di portare finalmente un'offerta di livello. 
 
 
 
Era il 2013 e proporre alla gente, al bancone o al tavolo, alcune delle birre che preferivo, descriverle e poi vedere il loro volto felice è stato davvero appagante, nonostante percorressi ogni sera 50km e fosse un lavoro non esattamente aderente ai miei studi o alle mie capacità. In realtà lo è diventato ed è stato un grande dispiacere porvi fine e purtroppo ricordare il Birrarium invece che frequentarlo ancora, ma ringrazio con il cuore Gino, Giovanni, Luciano e Vincenzo per la fiducia, l'opportunità e l'amicizia: è stata un'esperienza molto formativa per tutti e molto entusiasmante per me, che mi ha dato modo di conoscere meglio la scena birraria e le dinamiche dietro a un bancone o dietro gli scaffali di un beer shop, formula in voga negli anni passati e ora progressivamente tramontata.
 

Lentamente ma inesorabilmente, aumentando l'offerta di birra un po' ovunque e incrementando la frequenza con cui bevevo finalmente birra di qualità, i post sugli assaggi sono diventati quasi impossibili da aggiornare, mentre la pagina facebook è stata sicuramente un modo più comodo per condividere. Un altro modo con cui ho cercato di comunicare è stato attraverso la rivista Fermento Birra Magazine: saranno credo 6 anni che collaboro scrivendo un articolo ad ogni numero bimestrale. Sicuramente dedico molte delle mie energie per cercare temi sempre diversi e questo mi toglie alcune delle energie che potrei spendere per Berebirra, ma credo che lo scopo sia lo stesso per entrambe le iniziative e non mi dispiace per niente poter parlare in un amplificatore più grande e potente come questa rivista.

Un'altra occasione di crescita ormai rappresentano le lezioni per corsi di degustazione per Fermento Birra e un tempo anche per Unionbirrai: già le sole lezioni offrono stimoli per approfondire sempre più e nascondono inaspettati spunti da parte degli allievi. Se poi ci mettiamo che queste trasferte per me sono occasione per agganciare qualche visita in pub o birrifici all'indomani, è chiaro che si trasformano in imperdibili appuntamenti per continuare a raccontare esperienze, visite e bevute anche sul blog.
 
 

Devo necessariamente ringraziare anche Ezio della Birreria Oi di Putignano, perchè a inizio 2016 mi ha offerto la possibilità addirittura di condurre la omonima trasmissione radiofonica Berebirra sulla sua Radio JP: ne venne fuori il programma omonimo Berebirra, presente ora anche come podcast. Fu davvero entusiasmante raccontare per la prima volta il mio modo di intendere la birra nell'etere, attraverso nozioni di cultura birraria, di viaggi e perfino condividendo dei radio-assaggi di birre.
 

 

 

ANNI RECENTI 
(2016-2020)

Negli ultimi anni ho usato meno questo blog per scrivere: ho avuto un momento molto confusionario, tra sventure e priorità, per cui ho anche avuto meno tempo per viaggiare e produrre birra in casa. Complice un periodo di riposo forzato, però, ho approfittato per studiare per l'esame da giudice BJCP: quello online superato mi ha dato modo di sostenere il tasting exam, superato a Rimini e poi ulteriormente sostenuto per esercizio a Monza presso Carrobiolo. È stata ed è tutt'ora un piacere e un onore presenziare da giudice e organizzare concorsi: quello di farlo seguendo i dettami del BJCP era un piccolo sogno, perchè ritendo ben schematizzato il metodo di degustazione e compilazione delle schede seguendo gli stili (l'elenco degli stili è sicuramente migliorabile ulteriormente).


Non sempre è facile partecipare a concorsi di homebrewing in giro per l'Italia e all'estero a prorpie spese, ma ho avuto molto piacere nel partecipare al Bire de Nadal nel 2017, al Moravian Homebrewing Competition del 2018 e poi nell'organizzare in prima persona, con l'aiuto dell'amico Marco, il Damned in Black, primo concorso di homebrewing con birre esclusivamente in stile Imperial Stout. È venuto fuori sorprendentemente un bell'esperimento che nel 2021 vedrà già la sua terza edizione, con più di 20 birre ogni anno e a cui affianchiamo anche una sessione di degustazione di sole imperial stout, guidati dagli stessi giudici coinvolti per il concorso. In questo modo ho raggiunto un altro personalissimo obiettivo che era quello di creare e alimentare un gruppo di appassionati incalliti e di movimentare nuovamente e rianimare la scena homebrewing pugliese nello specifico, ma non solo.


Sul fronte homebrewing credo di aver dato e recuperato tutto quello che mi ero tenuto per me nel corso degli ultimi anni scrivendo con l'amico e blogger di Brewing Bad Francesco Antonelli il libro "Fare la birra in casa". Un'opera che ci ha tenuti impegnati negli ultimi due anni senza riposo: ogni weekend, ogni sera, ogni momento libero l'ho dedicato a questo libro, sacrificando quasi tutto il mio tempo libero. La nostra idea, insieme al gruppo di Fermentobirra e di Publigiovane, era quella di fornire finalmente un libro che fosse esaustivo e il più possibile completo per homebrewer vecchi e nuovi. Non è stato per niente facile, ma è stata l'occasione per dedicarmi con più audacia ad approfondire alcuni temi e a rituffarmi a bomba su una programmazione di cotte casalinghe. A giudicare dal parere di molti, dall'affetto che sta giungendo e dalle vendite, posso dire che l'impegno è stato ampiamente ripagato dalla soddisfazione nello sfogliarlo e rileggerlo quando io stesso voglio ripescare qualche informazione. Arriverà sicuramente un'altra edizione in futuro e posso dire che scrivere, seppur faticoso, è un bellissimo modo, oltre che per condividere, per fissare ulteriormente concetti e costruire qualcosa per sè e per gli altri. Magari in futuro potrebbe capitare di nuovo...chissà!




Non ho parlato fin qui della mia esperienza, ormai giunta a tre anni, in veste di birraio. Non è un segreto che le birre di Lieviteria siano opera mia: ne ho parlato abbondantemente in passato e chiaramente tutto il trascorso da homebrewer, da degustatore e da beer hunter raccontato sul blog è quello che ha costituisce la spina dorsale della mia scelta di stili, sperimentazioni, caratteristiche, comunicazione e nomi delle birre del brewpub per cui lavoro. Chiaramente adesso è anche l'esperienza in birrificio che mi dà ulteriori stimoli e anche molte soddisfazioni, ma cerco il più possibile di portarli con me anche al di fuori del lavoro da birraio, prendendo spunti e occasioni per mettere a frutto intuizioni e idee anche in homebrewing. Sì, perchè paradossalmente, ora che di certo non mi mancano i momenti di produzione e anzi sono molto molto frequenti, ho trovato più voglia (il tempo no...quello è sempre poco) anche per aumentare il numero di cotte in homebrewing, dopo aver attrezzato alla meglio il nuovo garage. Credo fermamente che le due cose non debbano escludersi a vicenda e che con qualche sacrificio possano coesistere. Non ci sono molti birrai che siano anche homebrewer e che portino avanti entrambe le attività, ma finchè mi darà stimoli e questo mi darà gioia, io continuerò a farlo e a raccontarlo nella sezione Conoscere uno stile, conciliando informazioni tecniche di storia e degustazione con aspetti pratici e produttivi.


Negli anni più recenti ho sempre continuato a raccontare cosa ho bevuto ma sulla pagina facebook: ho cominciato a spostarmi meno e a privilegiare i locali più vicini a me e con una scelta che fosse sia vasta che specifica su alcuni stili del cuore, di tanto in tanto continuando a viaggiare e spostarmi.
Ho passato tante serate al Brew Art di Raffele, un beer shop con qualche spina aperto nel mio paese e che a un certo punto è stato sicuramente l'angolo di Puglia più fornito di novità e grandi classici. Molte incursioni le ho fatte al Tabir, al Bluebeat e a Fratelli di Pinta, che attualmente costituiscono un tris di assoluto riferimento non solo in Puglia ma per l'intero meridione.
È diventato più importante fare qualche post più ragionato e più tematico su singoli stili che sulla serata trascorsa, magari cimentandomi anche in qualche tentativo di produzione in homebrewing dopo qualche sessione monostile: devo dire che la formula mi piace molto e costituisce un buonissimo metodo per studiare e imparare da molti punti di vista
 
 
FUTURO

Come detto, continuo a fare birra in casa e più consapevolmente: mentre in birrificio cerco di lavorare di cesello su ricette già avviate oltre che su novità, la mia vena creativa la scateno in casa e lo posso fare, a maggior ragione, proprio perchè in questo modo riesco a godermi tutto il bello dell'homebrewing senza le ansie di un tempo (che ora si sono semplicemente spostate in birrificio :) ). Riuscirò, così, a dedicarmi finalmente all'uso di botti, frutta e di lieviti non convenzionali, che sono sempre stati una specie di spauracchio per l'homebrewer cauto, prudente e calcolatore che è in me.
 
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Ho trascurato anche gli aggiornamenti che riguardano i nuovi birrifici aperti nella locale scena pugliese: dato che sono io stesso coinvolto in un birrificio, non mi è sembrata una bella cosa giudicare in pubblica piazza quelli che ora sono colleghi. Però quello che vorrei fare è almeno fare un aggiornamento numerico di tutti quelli presenti, in modo da rimettere al passo me ma soprattutto chi vuole saperne di più.
Questo blog non sarà mai usato per fini meramente commerciali, per cui non parlo nello specifico del mio lavoro di birraio e del mio birrificio, motivo per cui anche sulla pagina facebook ho evitato (da tre anni a questa parte) di parlare, sia nel bene che nel male, di altre birre pugliesi: non voglio alimentare neppure il minimo dubbio di oggettività o veridicità di quello che scrivo. Questo non vuol dire che io non beva birre dei miei colleghi pugliesi, che non le analizzi o che non le apprezzi, ma mi sembra sbagliato farlo "urbi et orbi" perchè non sono più nella condizione di farlo e sono sicuro sia abbastanza comprensibile questo concetto.
 
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Quello che sarà il futuro non è noto ma non è difficilissimo immaginarlo: continuerò a bere grandi classici e novità, nei locali a cui sono più affezionato così ovunque ci saranno persone in grado di condividere belle birre con i propri bevitori. Di sicuro continuerò a dedicare del tempo anche all'attività di scrittura, alternandola tra Berebirra, Fermentobirra, Fermentobirra Magazine e magari altre iniziative editoriali.
Ovunque ci sarà occasione di divulgare, dal pub di quartiere a quello in cui si tiene un corso di degustazione passando per serate di convivialità come nei tap-takeover nei pub.

COME FESTEGGIO I 10 ANNI DI BEREBIRRA?

L'idea di festeggiare c'era, ma per i fatti del 2020 è stata abortita. Con il gruppo di amici birrari storici e attuali e con chiunque avesse avuto voglia avevo in mente di fare un viaggio in Europa, passando in una settimana in rassegna le principali tappe di beer hunting che mi hanno emozionato in questi anni. Non è un'idea da scartare, ma solo da rimandare a tempi migliori, per cui la tengo in standby, magari per i 15 anni del blog...


Quello che ho deciso, poi, è di realizzare un segno indelebile di questo traguardo. Ma non un classico gadget come apribottiglie o maglietta: volevo un bicchiere, uno di quelli che invitasse a bere, e volevo che fosse diffuso e presente tra tanta gente. Ho pensato che sarebbe stato bello vederlo nei pub e così sarà: ho organizzato una sorta di "gruppo di acquisto", realizzando e contribuendo alle spese per la realizzazione di questo favoloso boccale serigrafato.


Al momento sarà presente in 4 locali: Tabir, Bluebeat, Fratelli di Pinta e Lieviteria.
Farà il suo debutto...appena ci sarà occasione utile, essendo saltato tutto il programma di dicembre. Per l'occasione ho organizzato una serata nei tre pub della lista citata, in cui berremo birre a me care pescate dal panorama locale e non solo. Ci sarà modo di parlarne ulteriormente in un momento in cui date e modalità saranno più semplici da organizzare, ma di sicuro ci saranno questi tre appuntamenti per festeggiare a dovere i 10 anni di Berebirra.
Resta inteso che qualunque altro pub o locale può prendere l'occasione al balzo e proporsi sia per avere i boccali Berebirra che per tenere nel proprio pub una serata di questo tipo: spero di ricevere contatti e proposte da chiunque lo vorrà!
Concludendo su questo bellissimo bicchiere (disegnato da Donato Tutino e realizzato da Mazzolani - calicilaser.com) ho dei pezzi che posso rendere disponibile a chiunque lo vorrà: con una piccola donazione per sostenere le spese di spedizione e di produzione cliccando sul banner di Paypal posso spedirlo a chiunque.



Per il momento, ho deciso di festeggiare pacatamente in un modo poco "social": mi godrò il bicchiere tutto per me, nel frattempo, e rendo pubblico due mappe riassuntive che ho elaborato e che riguardano rispettivamente i locali birrari pugliesi e i produttori pugliesi. Ho cercato, così, di recuperare qualche anni di arretrati ricapitolando la situazione del movimento pugliese, sperando possa essere d'aiuto a chi vuole farsi un quadro generale.
In ulteriori post renderò queste due mappe più complete spiegandone meglio le categorie (non scontate ma abbastanza intuibili) facendone una pagina fissa del blog rintracciabile nel menù laterale, aggiornandole volta per volta quando spunteranno nuove entrate.

Berebirra | Dove si beve in Puglia - 2020

🟨 CRAFT PUB
⬜ WALL OF FAME
🟩 ONE-BRAND PUB
🟦 VISTA MARE

  


Berebirra | Dove si produce in Puglia - 2020

🟥 BIRRIFICI
🟦 BREWPUB - ONE BRAND PUB


Penso di aver scritto a sufficienza e di aver fatto il mio dovere per celebrare l'anniversario, per il momento.
Era importante per me guardarmi indietro e allo stesso tempo riprendere in mano le redini del blog, che avrà di sicuro una vita ancora molto lunga!

Grazie a chiunque mi abbia dato stimoli leggendomi, confrontandosi, criticandomi o passando una serata al bancone a bere.
 

 
Tanti auguri Berebirra...buon 10° compleanno!

Cheers!