Poznan, tra grodziskie e modernità

Per recarmi a Grodzisk Wielkopolski, città natale dell'omonimo stile Grodziskie, ho passato una giornata in giro per Poznan. La città, è un capoluogo di medie dimensioni, molto carino, con elementi architettonici polacchi e tedeschi e un'interessante scena birraria.



Nello specifico, mi sono recato nei due principali locali della città, anche se passeggiando per le vie sono sorti altri diversi segni di un antico passato produttivo cittadino.

Il primo è Piwnia Stopa, sicuramente il pub più bello e assortito della città. Ben 17 vie alla spina, un bellissimo bancone interno e tante salette, piene di oggettistica birraria da appassionati. 
La scelta delle birre non è niente male e ci sono molti birrifici polacchi presenti. Di solito l'attenzione per la scena nazionale qui è elevata e viene ricambiata con una varietà di stili non indifferente.


Dominano le IPA e le varianti con aggiunte di frutta, acide e via dicendo. Nei Paesi del Nord ed Est Europa, infatti, sono gli stili ormai di tendenza ed è facile accorgersene per festival o pub, appunto.


Ad ogni modo, ho provato a bere anche qua una grodziskie, una birra celebrativa proprio del Piwnia Stopa realizzata da Browar Nieczajna, un birrificio locale. Questa birra si chiama Hoppy Grodziskie HBC 630 ed è semplice comprendere che si tratta di una versione luppolata con varietà sperimentale. Posso dire che non mi ha fatto impazzire, troppo session IPA e poco grodziskie, ma in qualche modo bevibile.


Lo stesso birrificio produce anche una versione base di grodziskie, chissà come sarebbe stato berla.

In compenso, però, ho trovato diverse birre in stile nel secondo locale, Dom Piwa. A primo impatto sembra più un beer shop e in parte lo è, disponendo di moltissime birre in frigo vetrine ben presentate. Al piano terra ha un bel bancone, con spillatori a muro e simpatiche maniglie alle spine. Ma in realtà la birreria occupa tutto lo stabile, stretto ma sviluppato su tre piani, ognuno con sale piuttosto ampie e comode per sedere e bere in tranquillità.


Il padrone di casa è Piotr, un appassionato dei primi tempi della scena polacca, grandissimo collezionista di etichette, accessori e bottiglie dei birrifici del passato. E infatti il locale è bellissimo, pieno di quadri con sottobicchieri e etichette, vassoi, pubblicità del secolo scorso e ci guida per la storia delle grodziskie proprio attraverso questo stupendo materiale.



A un certo punto nomina perfino documentazioni ufficiali in cui compare il nome grodziskie insieme a quello di gratzer, dato che l'area è stata sotto il dominio nazista durante il secondo conflitto mondiale. E tira fuori proprio questi documenti, con tanto di timbri e firme originali, registri in cui venivano risportate le quantità di birra prodotte e vendute. Abbastanza impressionante, devo dire la verità, oltre che affascinante dal punto di vista storico.

Al di là delle vicissitudini commerciali della grodziskie, che a un certo punto erano anche state bandite dal mercato francese perchè raccontate come champagne polacco e in forte concorrenza con il vero champagne francese, ne abbiamo anche bevute altre, ognuna con piccole grandi differenze in tema di amaro e di colore nonchè di sfumature affumicate più o meno pulite.




Andare a Poznan è un'esperienza che sicuramente apre gli occhi su questo stile, su cui i polacchi hanno puntato molto negli ultimi anni e su cui stanno ricostruendo una propria unità conciliando la scena moderna con l'eredità del passato.




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