Briudoggg for dummies

[...]"A me interessa il prodotto, che non è affatto eccellente come tu dici, io lo trovo spesso mediocre e non esente da problemi, e come viene comunicato, ed è comunicato esattamente come un orologio, un cellulare e qualsiasi altro prodotto di massa “cool”.
Tu mi ripeti che sono grandi imprenditori, e non è necessario perché lo so da 5 anni e credo lo sappiano TUTTI. Io ti dico una cosa diversa: per loro, come Bottoni ci insegna, la birra è un DI CUI.

Tramite la birra veicolano un messaggio pubblicitario molto efficace su una certa tipologia di giovani. Il prodotto è decente, questi giovani non hanno esattamente un palato da esperti e sono estremamente omologati nel gusto, esattamente come avviene nelle industriali, sono poco curiosi e molto seriali (lattine a manetta) e tutto funziona = soldi a palate. 

La birra, il prodotto, non è certamente al centro: è al centro l’immagine che hanno costruito attorno.

Sono bravi imprenditorialmente? Ovvio.

Fanno grandi prodotti? Mica tanto.



Stanno creando una nuova generazione di bevitori migliore? Direi di no, è solo una nuova omologazione di gusto e un rispolverare regole di marketing dell’industria: lavorare sull’immagine, le bionde, la festa, i pinguini, le teste di cervo, le marmotte con dentro la boccia, la birra più alcolica della galassia, ecc. le bevi per l’immagine che hai di te stesso nel berla.

Mi piace tutto questo? No.

Trovo che oscurino realtà ben più meritevoli di successo? Sì, e questo mi preme.

Qualcuno fra le folle adoranti potrà dirlo? Sparar cazzate per sparar cazzate, preferisco chi mette la birra al centro, non le fregnacce. E il mondo è pieno di birrai serissimi, checche tu ne pensi. E si può fare successo anche lavorando così: spero che il nome Sierra Nevada ti basti come esempio." [...]

Stefano Ricci aka SR su Cronache di birra